13/12/2009
Albero di Natale antimafia
Vibo, iniziativa del testimone di giustiz a Ruello: «Sia un esempio
di Natale speciale quello che illumina l’attività commerciale di Nello Ruello
dice il testimone digiustizia vibonese - grazie alladenuncia e grazie allo Stato,che esiste per coloro che in esso intendono davvero riporre fiducia, abbattendo il muro della paura e dell’omertà». I tradizionali addobbi lasciano il posto ai fotogrammi di un riscatto sociale che tocca Vibo Valentia, Locri, San Luca, Reggio Calabria, Salerno… Ci sono i flash dello stesso Ruello, quelli dei calendari del coordinamento antimafia Riferimenti : volti, emozioni, eventi, che dimostrano come anche nelle terre di frontiera dominate dalle mafie un percorso di legalità - «oltre le parole, le passerelle,gli annunci…» - è possibile. Lo inquadrano anche le tv nazionali.Spera, Ruello, la che sua iniziativa non passi inosservata inosservata. «Ha un duplice significato - sottolinea -. Il mio negozio, così, dice da dove viene e da che parte sta, vorrei che questa iniziativa fosse mutuata anche da altri commercianti come me. E poi il mio vuole essere anche un auspicio». Quale? «Che la Calabria sappia cogliere il significato di un’esperienza come la mia, come quella di Rocco Rispoli e Luca Rodinò a Locri, dei nostri colleghi di Lamezia che hanno denunciato… Il mio pensiero va a loro, ma anche a quanti oggi vivono nella paura e nell’omertà e che mi auguro possano trovare il coraggio di denunciare il racket e l’usura spezzando le catene di una criminalità organizzata che tiene ostaggio le attività economiche dei nostri territori ». Ruello ha ben chiaro il quadro attuale: «Dal Reggino, dal Viboun cambiamento possibile, ma una svolta radicale, una rivoluzione culturale può essere concreta solo se certi modelli saranno effettivamente metabolizzati. La denuncia delle vittime è fondamentale, così come è fondamentale un impegno chiaro delle amministrazioni locali. L’antimafia da convegno e le passerelle non servono se poi non c’è un sostegno oncreto nei confronti di chi denuncia che non può essere emarginato nella solitudine Servono esempi come quello lanciato dal Comune di Locri con l’assunzione del testimone di giustizia Rocco Rispoli. Altrimenti continueremo ad avere situazioni come quelle di Vibo, dove i magistrati dicono chiaramente che il 90% degli esercenti paga il pizzo, e dove si ha timore di denunciare, per la paura delle ritorsioni ma anche della solitudine. Vibo come altrove, cambiare si può se lo si vuole davvero».
p. com. Da "Calabriaora"
18:36
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Da "Gazzettadelsud"
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17:12
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09/12/2009
Da "Gazzettadelsud"
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05/12/2009
Da Calabria Ora
«Grazie a Rispoli e a Locri»
Ruello, il testimone di giustizia vibonese: un esempio da imitare
VIBO VALENTIA «E’ un fatto di straordinaria importanza, che rappresentaun segnale di vicinanza concreto neiconfronti di chi denuncia l’usura, il rackete la criminalità organizzata ma ancheil riscatto di una politica spesso inerte esensibile solo a paroleverso chi ha avuto il coraggiodi infrangere ilmuro dell’omertà».Muove da queste considerazioniil testimone digiustizia vibonese nonchépresidente della sezioneAntiracket del coordinamentoantimafia Riferimenti,Nello Ruello.«Rinnovo la mia vicinanzaal testimone di giustiziaRocco Rispoli, cheha dimostrato come siapossibile rompere il murodel silenzio anche in una terra di frontieracome la Locride. E ringrazio di cuore altresìil sindaco di Locri Francesco Macrì ela sua amministrazione che con l’assunzionediretta alle dipendenze del Comunedi Rocco Rispoli hanno compiuto un gestodi indiscutibile valore, fuori dalla solitaretorica antimafia, offrendo un segnaledi speranza a Rispoli e, contestualmente,lanciando un messaggio a tutte le vittimedell’usura, del racket e della criminalità organizzata». Ruello havissuto in prima persona il calvario della solitudinedopo aver denunciatoi suoi estorsori, conosce bene l’inerzia della politica e l’antimafia parolaia. «Credo che su questofronte la politica calabreseabbiamo molto da farsimperdonare - aggiunge Ruello -, per questo lascelta del Comune di Locri è un esempio da emulare, affinché si dimostri a chi denunciache le lo Stato e tutte le altre istituzioni sonovicine». In tale contesto, Ruello auspica che l’annuncio del sottosegretarioMantovano e del prefetto antiracket Marino,circa l’accelerazione delle procedure per i risarcimenti a chi denuncia, avvenutonel corso del recente vertice con i prefetti calabresi, «abbia immediato riscontro, affinché gli stessi testimoni di giustizianon siano più ostaggio della burocrazia e si dimostri anche a chi sin qui non haavuto il coraggio di rompere il muro
23:35
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28/11/2009
NOTIZIE ANTIRACKET
Antiracket: velocizzare i risarcimenti per favorire le denunce
Lo hanno affermato il commissario straordinario Marino e il sottosegretario all'Interno Mantovano ieri a Catanzaro in una riunione con i prefetti della Calabria. In programma altri incontri in Campania, Sicilia e PugliaPer combattere il racket è fondamentale il contributo attivo delle vittime, attraverso la denuncia e la costituzione di un 'fronte comune' grazie all'associazionismo. È l'opinione condivisa dal commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura Giosuè Marino e dal sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano che ieri sera, a Catanzaro, hanno incontrato i prefetti della Calabria per ragionare insieme, sulla base dei dati forniti sul fenomeno dalle prefetture, su come velocizzare il risarcimento dei danni a chi subisce il racket.
Lo scopo, ha spiegato il commissario Marino, è «anche di spingere alla denuncia le vittime», considerando che «i numeri complessivi delle denunce sono molto contenuti e limitati rispetto alla diffusione del fenomeno». Dato, questo, confermato anche da Mantovano nel primo pomeriggio durante un seminario sul tema presso l'Università di Catanzaro: le denunce, a livello nazionale, sembrano in calo, dalle 6.723 nel 2008 alle 2.832 nel primo semestre 2009.
Il messaggio da veicolare, dunque, secondo il commissario antiracket, è che «da soli si è più deboli e insieme si diventa più forti per fronteggiare le rappresaglie della criminalità», ricordando che «su questo fronte non può essere delegato tutto alle forze di polizia ma ciascuno deve fare la propria parte», nella consapevolezza che denunciare significa tutelare la sicurezza dei beni e della persone. Sulla stessa linea Mantovano, che individua uno dei limiti della lotta al racket nella «scarsa presenza delle associazioni». Una «lacuna che va colmata», ha detto il sottosegretario, auspicando in questo senso la collaborazione delle associazioni di categoria.
Incontri analoghi a quello di Catanzaro si svolgeranno, ha annunciato Mantovano, anche in Campania, Sicilia e Puglia.
16:24
Scritto da : nelloruello
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