04/12/2010

PROCESSO presso corte d'qppello di Catanzaro

Disposta l'acquisizione di una cassetta audio-video

Colpo di scena al processo, in corso davanti alla Corte d'Appello di Catanzaro, nei confronti degli imputati coinvolti nell'operazione "Flash". Ieri, infatti, il procuratore generale Marisa Manzini ha chiesto alla Corte (Ferraro presidente) l'acquisizione di una cassetta audio-video consegnata, lo scorso mese di luglio, al sostituto procuratore della Dda Gianpaolo Boninsegna, dall'avv. Giovanna Fronte difensore del fotografo Nello Ruello, vittima di usura ed estorsione.
La cassetta, secondo la difesa del fotografo, conterebbe elementi di un certo rilievo ai fini della posizione di due imputati in particolare (Paolo Lo Bianco e Francesco Barba, quest'ultimo aveva patteggiato la pena). Elementi la cui rilevanza sarà comunque valutata dalla Corte che ieri ha disposto l'acquisizione della cassetta audio-video e nominato un perito al quale sarà affidato l'incarico nella prossima udienza fissata per il prossimo 9 dicembre.
Contro la richiesta del procuratore generale le difese degli imputati hanno sollevato una raffica di articolate eccezioni, tutte comunque rigettate dalla Corte che ha anche disposto – come richiesto dal pg Manzini – l'acquisizione della sentenza di Cassazione emessa nei confronti di Mariano Fiamingo, che aveva chiesto e ottenuto d'essere processato con il rito abbreviato.
Da quanto emerso Nello Ruello ha rinvenuto la cassetta in una borsa che, tra gli altri effetti non vendibili, gli era stata consegnata a luglio dal curatore fallimentare. Alla presenza di quest'ultimo, infatti, aperta la borsa l'ha ritrovata. Nel novembre del 2004 Ruello, non riuscendo a trovare la cassetta (una video 8) ne aveva denunciato la scomparsa. Nel gennaio del 2005 aveva poi consegnato le chiavi del negozio al curatore fallimentare, per cui non aveva avuto più modo di cercarla. A distanza di cinque anni, in modo del tutto casuale, il ritrovamento. Il fotografo ha sistemato la cassetta in una busta chiusa, sigillata e firmata, e l'ha consegnata tramite il suo avvocato al sostituto procuratore della Dda Boninsegna che a sua volta l'ha fatta pervenire al pg Manzini, magistrato che in precedenza da sostituto procuratore aveva coordinato l'operazione della Guardia di finanza, sfociata nell'operazione "Flash", da cui è scaturito il processo a carico di Carmelo Lo Bianco, ritenuto il capo dell'omonima cosca, del figlio Paolo, di Paolo Carchedi, Vincenzo Barba, Giovanni Franzè e Gregorio Ruffa.
Alla base delle indagini le denunce di Ruello che dal 1992 al 2005 sarebbe rimasto vittima di episodi di usura ed estorsioni. In questo mese, inoltre, il fotografo ha ricevuto l'ennesimo messaggio di morte. Una lettera minatoria fatta recapitare a un giornale locale.(m.c.)

18:04 Scritto da: nelloruello | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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