14/12/2009
L'albero di Natale contro le mafie, un invito alla denuncia
09:47
Scritto da : nelloruello
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13/12/2009
Albero di Natale antimafia
Vibo, iniziativa del testimone di giustiz a Ruello: «Sia un esempio
di Natale speciale quello che illumina l’attività commerciale di Nello Ruello
dice il testimone digiustizia vibonese - grazie alladenuncia e grazie allo Stato,che esiste per coloro che in esso intendono davvero riporre fiducia, abbattendo il muro della paura e dell’omertà». I tradizionali addobbi lasciano il posto ai fotogrammi di un riscatto sociale che tocca Vibo Valentia, Locri, San Luca, Reggio Calabria, Salerno… Ci sono i flash dello stesso Ruello, quelli dei calendari del coordinamento antimafia Riferimenti : volti, emozioni, eventi, che dimostrano come anche nelle terre di frontiera dominate dalle mafie un percorso di legalità - «oltre le parole, le passerelle,gli annunci…» - è possibile. Lo inquadrano anche le tv nazionali.Spera, Ruello, la che sua iniziativa non passi inosservata inosservata. «Ha un duplice significato - sottolinea -. Il mio negozio, così, dice da dove viene e da che parte sta, vorrei che questa iniziativa fosse mutuata anche da altri commercianti come me. E poi il mio vuole essere anche un auspicio». Quale? «Che la Calabria sappia cogliere il significato di un’esperienza come la mia, come quella di Rocco Rispoli e Luca Rodinò a Locri, dei nostri colleghi di Lamezia che hanno denunciato… Il mio pensiero va a loro, ma anche a quanti oggi vivono nella paura e nell’omertà e che mi auguro possano trovare il coraggio di denunciare il racket e l’usura spezzando le catene di una criminalità organizzata che tiene ostaggio le attività economiche dei nostri territori ». Ruello ha ben chiaro il quadro attuale: «Dal Reggino, dal Viboun cambiamento possibile, ma una svolta radicale, una rivoluzione culturale può essere concreta solo se certi modelli saranno effettivamente metabolizzati. La denuncia delle vittime è fondamentale, così come è fondamentale un impegno chiaro delle amministrazioni locali. L’antimafia da convegno e le passerelle non servono se poi non c’è un sostegno oncreto nei confronti di chi denuncia che non può essere emarginato nella solitudine Servono esempi come quello lanciato dal Comune di Locri con l’assunzione del testimone di giustizia Rocco Rispoli. Altrimenti continueremo ad avere situazioni come quelle di Vibo, dove i magistrati dicono chiaramente che il 90% degli esercenti paga il pizzo, e dove si ha timore di denunciare, per la paura delle ritorsioni ma anche della solitudine. Vibo come altrove, cambiare si può se lo si vuole davvero».
p. com. Da "Calabriaora"
18:36
Scritto da : nelloruello
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Da "Gazzettadelsud"
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17:12
Scritto da : nelloruello
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