08/02/2009

Antiracket, Ruello «vicino» a La Barbera

«Esprimo tutta la mia più viva solidarietàall’imprenditore palermitano Ignazio La Barbera che, dopo aver denunciato i suoi aguzzini, adesso rischia di perdere persino la casa».

Ad affermarlo è Nello Ruello, il fotografo di Vibo, testimone di giustizia e presidente nazionale della sezione Antiracket di “Riferimenti”. «Anch’io, quattroanni fa - prosegue Ruello - ho denunciato i miei aguzzini, mi sono costituito parte civile, li ho fatti condannare, ma mi sono venuto a trovare nelle stesse condizioni di La Barbera. Con la differenza che intorno a lui è scattata almeno la solidarietà di tanta gente e delle istituzioni. Al contrario di quanto accaduto nei miei confronti. Adesso vivo sotto scorta, ma senza un vero e proprio sistema di protezione, rischiando la vita minuto per minuto, anche perché i miei aguzzini ad uno ad uno sono usciti o stanno per uscire dal carcere. Il prigioniero, qui, sono io. La legge dice - aggiunge Ruello, che è stato insignito della “Gerbera gialla” - che entro novantagiorni le vittime debbono essere risarcite. Dopo quattro anni a me chiedono ancora documenti di difficile interpretazione.  E’ chiaro che così non si può dire  ribellatevi, denunciate. Mi risulta poi -aggiunge - che la legge in materia di antiracket non viene applicata in maniera uguale. Cambia da provincia a provincia. Ad esempio, a Lamezia Terme le vittime vengono risarcite a tamburo battente, mentre a Vibo Valentia bisogna aspettare diversi anni, con il rischio che non valgano gli stessi criteri. Senza contare poi che all’interno di una stessa provincia qual è appunto Vibo ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B». Tutti concetti che Ruello, nella suaqualità di presidente nazionale dell’antiracket di “Riferimenti”, dice di voler denunciare in una conferenza stampa con in mano elementi circostanziati e facendo nomi e cognomi.

da "Calabriaora" del   08-02-2009